venerdì, febbraio 13, 2009


Se c’è una cosa che la mattina, mentre vado a lavorare, mi rimette al mondo è la buona musica.

E’ da un paio di giorni che l’ultima cosa che faccio prima di varcare la soglia di casa in direzione Termini è sintonizzare i’iPod su un album che ho sempre apprezzato: Blackfield, prima opera pop-rock (presentata al pubblico nel gennaio del 2004) dell’omonimo duo, composto dall’israeliano Aviv Geffen e dall’inglese Steven Wilson, leader della band Porcupine Tree.


Le sonorità delle dieci tracce non fanno urlare di certo al sensazionalismo, ma Blackfield è un esempio paradigmatico di come la musica, anche in questi tempi di profondo piattume e mancanza di idee, può essere una compagna di vita entusiasmante, malgrado le composizioni non abbiano la missione principale di rivoluzionare la storia delle sette note.


Le voci di Wilson e Geffen si avvicendano su tappeti di accordi facili e dalla ovvia risoluzione armonica, che mi rilassano a tal punto da non farmi sentire neanche il gomito della signora di turno sull’autobus pieno di gente. Aggrappata ad un sostegno giallo, guardo le immagini che scorrono oltre il vetro e le percepisco morbide, a volte in bianco e nero, a volte con alcuni colori in evidenza, a volte con quell’effetto ombreggiato tanto caro ai fumetti d’autore, altre volte ancora così come sono, ma colme della tranquillità che il vivere quotidiano può offire. La musica scorre attraverso me come un fiume stupendo di pensieri chiari e sereni, fatti di persone, volti, sorrisi, momenti.


Queste sensazioni positive che percepisco - a una seconda, rapida, analisi - si scontrano con i testi che i due cantatori associano alle melodie. La fine di un amore profondo, la nostalgia, la constatazione della pochezza intellettuale e culturale della nostra generazione: le tematiche delle canzoni non mi turbano, tuttavia, più del dovuto, anzi.

Lo stesso Steven Wilson ha dichiarato che ogni volta che compone un album ha bisogno di cercare la bellezza decadente e perduta delle cose, e di provare sensazioni cupe e malinconiche. Il male di vivere è caratteristica peculiare ed insita nel genere umano, e vederla divenire arte ne è solo una personale constatazione culturale.


In questa opera mi sembra quasi di vedere - nell’accezione sensoriale del termine - ciò che Geffen e Wilson descrivono, ed è bellissimo constatare come anche le piccole cose possano diventare poesia: la perfezione di una donna che piange, un enorme campo in asfalto, le gocce di pioggia, le dipendenze - anche insignificanti - che rendono le giornate migliori.

Ed è altrettanto bellissimo denotare come bastino poche parole accompagate da una semplice pentatonica per far divenire poesia ciò che mi passa davanti: anche una deserta strada di quartiere mi appare estremamente meravigliosa, mentre il vento freddo mi taglia la faccia.


L’orecchiabilità dei pezzi di questo album canta dell’amore, della tenera ricerca di questo nella sua forma più pura, della tristezza, del malessere, ma in fondo anche della felicità, e del sollievo, della speranza per un mondo perfetto; l’emotività mi trasporta nell’affascinante ed introspettiva dimensione dei due autori. In tutto questo, mi viene in mente ciò che di più prezioso possiedo, e gli avvenimenti attuali e consueti mi sembrano più leggeri.


E forse è questo il messaggio dei Blackfield: abbiamo intorno a noi tante cose magnifiche, moltissime incantevoli ed intense sensazioni da donare, condividere o solo assaporare, mentre inseguiamo effimere insignificanze, trascurando ciò che importa davvero.


A chi non è mai capitato di avere la sensazione di conoscere da sempre un’immagine impressa su una fotografia, o di percepire un grave ed intimo vuoto? Dovrei scribacchiare su un foglio, con la matita, tutto quello che con delicata maestria le dieci canzoni dei Blackfield descrivono di me.

E forse la grande forza della buona musica sta proprio nella capacità dell’autore di condividere con il suo pubblico le proprie emozioni, rendendole, così, universali ed eterne.



ytsepinner alle 19:53 in: musica, piccolecose, pinnera
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mercoledì, febbraio 04, 2009
Prendete una donzella che non conosce lo Gnu, e che si interroga sulle domande più profonde sull'essenza dello Gnu.



Prendete poi il più grande megafono della storia, vita e miracoli dello Gnu: ne avrete la discussione di cui sotto.



Ovviamente, per ovvi motivi di privacy, il nome della fanciulla è un nome di fantasia.



Enjoy :)











Erania Pinnera : lizaz!



Liza. : ciao pinneruzza



Erania Pinnera : come staiz?



Liza. : sto bbène dai, e tu? a parte l'essere viva, s'intende



Erania Pinnera : bene



Erania Pinnera : aspetto con poche aspettative la riunione di condominio, e cerco di prendere il casino del piano di sopra come una punizione del dio gnu per averla ababndonata per 4 anni a nuoro da sola, mentre io ero a roma



Liza. : stai sempre parlando di lei? è di nuoro?



Erania Pinnera : no, gnu è mia sorella



Erania Pinnera : mia sorella è il dio gnu



Liza. : allora



Liza. : ah!



Liza. : tua sorella è il dio gnu



Erania Pinnera : esatto!



Liza. : accidenti



Erania Pinnera : oggi è anche il nasale



Erania Pinnera : cioè il compleanno dello gnu



Liza. : il nasale, eh?



Erania Pinnera : yep



Liza. : accidenti ma quante info in così poco tempo



Erania Pinnera : è 1 mese dopo (o 11 mesi prima) del natale



Liza. : ti confesso che sto per andare in panico



Erania Pinnera : lol



Liza. : però anche una mia amica compie gli anni oggi



Liza. : c'entra qualcosa?



Erania Pinnera : no, significa che se voi come noi vi fate i regali per nasale lei è sfigata perchè si becca dei regali in meno perchè la gente se ne approfitta e al posto di fatle doppio regalo gliene fa uno che vale 2



Liza. : sto entrando nell'ottica



Liza. : quindi voi non festeggiate il 25 dicembre?



Erania Pinnera : no



Erania Pinnera : solo se gente che non è gnuista ci fa i regali, noi li prendiamo



Erania Pinnera : poi siccome lo stato italiano ha come festa nazionale il natale, non abbiamo le vacanze per vederci a nasale, e allora noi ci scambiamo al limite i regali a natale, ma a nasale ci raccogliamo per un minuto e ricordiamo la nascita di gnu



Liza. : che cariniiii



Erania Pinnera : e me...mi invidiano un sacco perchè sono la sorella dello gnu



Liza. : cacchio



Erania Pinnera : sculata al massimo proprio



Liza. : ti invidio un po' anche io



Erania Pinnera : e infatti io sono lo SiùperSciamaGnu



Erania Pinnera : ma noi abbiamo anche la pagina di FB del dio gnu, ci sono un sacco di fedeli



Erania Pinnera : ops, fan



Liza. : ma perché io non sono al corrente di queste cose? dove sono stata finora?



Erania Pinnera : su marte forse



Erania Pinnera : e mi dispiace che magari sei atea, e non credi nello gnu.



Liza. : no, io sono agnostica! c'è scritto anche sul mio myspace



Erania Pinnera : allora devi essere aGNUostica!



Erania Pinnera : o anche tutti e due, lo Gnu non è monoteista, e accetta la convivenza con altri dei e gesù



Liza. : ma gesù non è un dio



Liza. : o sì?



Erania Pinnera : si, è un dio umano



Erania Pinnera : come lo gnu, che è anche animale



Erania Pinnera : quindi è più che cristiano, più buddista (perchè lo gnu ha la pancia) e più egiziano di tutti



Liza. : ma è immortale?



Erania Pinnera : è immorale, quello s



Erania Pinnera : lo dobbiamo ancora scoprire se è immortale



Erania Pinnera : ma non abbiamo fretta



Liza. : quindi anche tu e i vostri genitori ancora siete indecisi



Erania Pinnera : su cosa?



Erania Pinnera : lo gnu è immorale, si, ma lo gnu usa la psicologia inversa, è avanti



Liza. : indecisi sull'immortalità



Erania Pinnera : credo che tra un po' userà anche il marketing virale e quello via adesivi



Erania Pinnera : nono spetta



Erania Pinnera : dobbiamo ancora scoprire se è immorTale



Liza. : sì appunto



Liza. : quindi siete indecisi



Liza. : perché dico indecisi?



Liza. : incoscienti



Erania Pinnera : no, è che non vogliamo scoprirlo, se per caso non è immortale abbiamo perso



Liza.: incoscienti!



Erania Pinnera : lol, l'incoscienza è peculiarità dello gnu



Liza. : no infatti, vuoi mettere l'ebbrezza dell'ignoto



Erania Pinnera : ma non perchè non ha sale in zucca, ma proprio perchè è deficiente



Erania Pinnera : è l'antidioeroe della storia dei mondi



Erania Pinnera : e noi lo adoriamo per questo, sembra una parodia degli dei tutti, ed è solo in una persona



Liza. : quindi è colpa sua se ci sono le guerre?



Erania Pinnera : no, è colpa degli altri dei



Liza. : ma non è un po' da scaricabarile questa affermazione?



Erania Pinnera : mia sorella non è per il libero arbitrio. è solo per i portieri volanti.



Erania Pinnera : un po', ma te l'ho detto che è un dio immorale



Liza. : i portieri volanti nel senso gli uscieri con le ali?



Erania Pinnera : no, nel senso che quando si gioca a calcetto il portiere può anche giocare centropunta



Liza. : ma io non so cosa sia un centropunta



Erania Pinnera : poi non lo so se ha uscieri con le ali, dipende dal condominio



Liza. : hai notato che 'stasera non sono particolarmente ricettiva



Erania Pinnera : eeeeeeh, cara liza, nel vangelo secondo gnu ci sono anche le regole del calcetto deluxe, come quella che ogni 5 calci d'angolo  c'è un rigore



Erania Pinnera : si, ma non ti preoccupare: è giusto che tu ti ponga delle domande



Liza. : infatti, solo così mi verrà dischiusa la verità



Erania Pinnera : ma infatti si



Erania Pinnera : cmq cerca su FB dio gnu, troverai la sua pagina



Liza.: lo faccio subito
ytsepinner alle 23:18 in: ricorrenze, gnu , pinnera
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martedì, gennaio 27, 2009
...iniziata quando alle 00.40 del mattino quei bastardi del piano di sopra hanno iniziato il walzer del casino, finito alle tre.

Dalle tre ho avuto 4 ore di sonno; capirete che i miei occhi alla Willy il Coyote stentavano a stare aperti, e al quinto caffè ho iniziato a macinare con il cervello, e ho fatto ben 5 fatture, e risposto a valanghe di mail delle agenzie, e sopratutto sono riuscita a terminare le statistiche del il Brasile per la direttrice.



Bell'elenco, vero? Si, vi state scazzando, scusate, lo so.

Ma dopo che al posto dello spartito di Corcovado ho tirato fuori (al laboratorio jazz di oggi) un pezzo del mio libro che devo spedire all'editore entro sabato, ho sbroccato.



Francesco dice che ho avuto una reazione eccentrica, ma si sa che io e Izze ci amiamo, quindi non vale.



Non è un contributo illuminato, quello che ho appena pubblicato.



E' stata una giornata così di merda che quando alle 20.40 ho espugnato il bagno per una doccia, lo scaldabagno a metà, per me era solo uno scaldabagno mezzo vuoto.



Aiutatemi.
ytsepinner alle 23:34 in: aiuto, solidarietà, baratri, pinnera
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domenica, gennaio 25, 2009
Paolo Guzzanti, noto giornalista e deputato per il Popolo delle Libertà, nel suo ormai celeberrimo post "contro" Mara Carfagna [pubblicato sul suo blog], specificò chiaramente: non era della persona, che voleva parlare, ma di un principio. Si voleva dunque stabilire, discutendone, se un principio fosse giusto o sbagliato.



Per quanto poco verosimile potesse essere, il "buon proposito" del Guzzanti, viste le pesanti ombre che gettava sulla signorina e sui presunti "piaceri" di cui il premier avrebbe goduto per meriti della stessa ex-soubrette, mi permetto di riciclare il format imposto, in quella sede, dal papà dei grandissimi Sabina e Corrado. E' dunque di un principio, che voglio parlare.



Proviamo ad imbastire una premessa. Sappiamo tutti che l'Italia sia, storicamente, terra di gente creativa. Cioè, non possiamo non andarne fieri, da cittadini italiani, della nostra produzione artistica. Non serve neanche fare nomi, o sbaglio? Si capisce cosa voglio dire, no?



Ma guardiamoci intorno, oggi. Per caso l'italiano medio sembra curarsene, di un'eredità culturale così importante? Anche qui, non mi sembra che ci sia bisogno di una risposta. Potremmo già sostenere che basta accendere la tv, leggere i giornali, ma anche connettersi a Facebook e leggere le bacheche di certi gruppi, o dare uno sguardo ai commenti di alcuni video su Youtube. Insomma, forse non siamo solo in crisi economica. C'è anche una crisi culturale.



In mezzo a questa crisi culturale, ci siamo noi. Noi che non abbiamo aderito al ricatto sociale della scelta di vita che ci dà "più sbocchi", noi che non abbiamo scelto ingegneria o chimica per riempirci la bocca di quant'è difficile la nostra facoltà, noi che ci rifiutiamo di passare una vita a digitare cose su Word come ordina il capoufficio, perchè abbiamo passioni e idee, e siamo talmente tanto ambiziosi che vogliamo fare di tutto affinchè queste passioni e idee non restino dei semplici hobby.



Allora, qual è il principio di cui si vuole parlare?



Ecco. E' corretto, è lecito, è normale, che oggi, nel 2009, l'Italia non nutra alcuna fiducia sul talento e sulla creatività dei propri giovani? No, per una volta, non si parla di dottorandi in biochimica [se una dicitura del genere esiste], non si parla di ricerca universitaria, ci sono fiumi di parole già a riguardo.



Aspiranti musicisti e compositori, attori e registi, giornalisti e scrittori, non hanno alcun diritto, praticamente  nella mente del popolo non esistono
. Se vuoi intraprendere una strada del genere sei un illuso, un sognatore, un farlocco, uno che va "sprecando" tempo. Meglio essere in qualche modo "ordinari" e portare la pagnotta sicura a casa? Forse nvestire 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana su Word ed Excel rende la vita più degna di essere vissuta?



Io, parzialmente, a quel ricatto sociale di cui parlavo prima vi ho aderito, ho scelto di affiancare ad un ottimo corso musicale un'iscrizione ad un corso di laurea in Lingue e Comunicazione Internazionale, corso di laurea che, se sul piano culturale mi ha dato meno di quel che mi aspettavo, sul piano umano mi ha dato zero. E, come risultato, i miei amici più intimi e i miei parenti più stretti non fanno altro che chiedermi dell'università, che per me è quasi un optional, non dimostrando alcun interesse verso quelle che sono le mie reali ambizioni.



Ma non è solo un fatto di avere comprensione "umana" dalle persone vicine. Chi vuol suonare quasi sempre o non è pagato o è pagato meno rispetto a quanto gli spetterebbe; chi vuole scrivere, allo stesso modo, o cerca portali di informazione e quasi mai vi ricava mezzo centesimo, o per pubblicare un saggio o un romanzo è costretto ad investire somme a dir poco onerose, che qualche volta puzzano quasi di "pizzo".



Cerchiamo qualche causa. La più immediata, e forse scontata, è che in un periodo di "crisi", l'uomo considera più "degne" quelle attività strettamente necessarie alla sopravvivenza della società. Chi è più importante, l'architetto o l'attore? il medico o lo scrittore? Insomma, lavorare e produrre, possibilmente non cose effimere.



Eppure io non credo a questa ipotesi. E' crisi dappertutto, eppure all'estero le cose sembrano andare notevolmente meglio. Ma non solo: facendo un esempio a livello "micro", mia madre ha investito notevolmente di più sulla formazione musicale che su quella universitaria, eppure sono certo che preferirebbe che, sul piano lavorativo, io sfruttassi più quella universitaria. Meglio impiegato amministrativo in una scuola di lingue, che session-man.



A me sembra evidente che il problema quindi non è economico, ma che c'è tutta una serie di processi psicologici che sembra portare l'individuo moderno a considerare l'ordinarietà più sicura - cosa che ci potrebbe anche stare - e la creatività e l'arte di fatto inutili.



Sarebbe bello se arrivasse qualche "impressione".



F.
ytsepinner alle 00:57 in: musica, lavoro, laurea, baratri, sociologismi
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martedì, gennaio 13, 2009
Pullin’ back from the precipice
Feel so small now, stars shine bright above
Don’t know why
Receive a better life for a song
Can’t but try, other leads apply
Lookin’ up at tragic rush on underground
Birds will turn and fly
Don’t know why
Passin’ through the day, only child
Breathe a sigh, other leads apply

Raining all day, trying to reach you
Feel so helpless, can’t stop counting time (but in)
Don’t know why, hands (something) stealin’ my heart
Graceful dives†, other leads apply (rain down from the sky)


A volte non ci si accorge di quanto le parole di una canzone possano davvero significare qualcos'altro.
E come descrivano perfettamente uno stato d'animo, o una giornata, o un'azione.
Come la musica sia universale si vede anche da questo: chi l'ha scritta non mi(ci)conosce, eppure questa canzone è mia
ytsepinner alle 23:33 in: musica, baratri, piccolecose, pinnera
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mercoledì, gennaio 07, 2009
Da quando sono a Roma ho cambiato ben quattro case, ed ognuna di loro aveva un tappetino all'entrata dove pulirsi i piedi prima di varcare la soglia.
Gesto di igiene, sintomo di pulizia, o arcano segno rituale, in ogni casa che si rispetti vi è uno zerbino ai piedi della porta principale (e non solo) ad accogliere chiunque vi passi del tempo dentro.

Quattro case romane, quattro tappetini romani diversi, la cui forma, spessore o colore a volte cambiava, a volte somigliava, tanto che non mi ricordo le loro particolarità. Forse non sono mai stata attenta e non mi sono mai soffermata a pensare a quanto questo oggetto potesse essere prezioso e simbolico? Forse.

All'interno dello zerbino c'è una grande carica emotiva, un fortissimo senso di appartenenza radicato e legato a doppio filo con l'idea della casa stessa.
Non è strano, dopo tutte queste premesse, che ho avvertito una leggera ma pungente sensazione di spaesamento e di inadeguatezza quando mia madre ha sostituito il logoro, sottile, sbiadito e vecchissimo zerbino, al cui posto è stato messo un bellissimo tappetino alto, dai colori chiari, morbido ed accogliente.

Ed infatti la prima informazione che i miei piedi mi hanno dato, pulendosi su di lui prima di entrare in casa, è stata quella: un caldo e morbido abbraccio prima di varcare la soglia, una specie di premio per aver educatamente pensato alla salute delle candide mattonelle del pavimento di casa.

Però, dopo un paio di giorni, mentre mi avvicinavo alla porta con le chiavi in mano, non ho potuto non notare che mancava quella macchietta sgangherata ad aspettare le mie anch'esse sgangherate scarpe da ginnastica; come se mi mancasse il vecchio zerbino. Magari non è propriamente così, però mi faceva strano attarversare la porta di casa senza lo zerbino vecchio.

Non ho - appunto- mai fatto caso allo zerbino delle mie case romane perchè non le ho mai considerate come "casa", nel senso antropologico della parola. Forse il piccolo trauma subìto da me è solo dato da una prima esperienza (lol), ma sono sicura che anche mia sorella ha avvertito questo piccolo disagio.

E non siamo pazze! E se lo siamo, beh, pazienza; a me manca il vecchio zerbino. E' come se la casa dove sono cresciuta avesse perso un pezzettino di quella che era, come se fosse un po' di meno casa mia, ancora una volta, come ogni volta che torno a casa e trovo mobili e disposizioni degli oggetti diversi.

Certe cose non cambiano mai, ma questi segnali mostrano che è davvero così, che quella casa è e sarà sempre la mia casa, ma lo sarà sempre di più un pochino di meno, piano piano, senza dolore. E' normale, e fisiologico, ma come i genitori non accettano spesso che i propri figli crescano, io amo così tanto la mia casa che non accetto facilmente l'idea che la mia futura casa non avrà mai alcune cose che ho lasciato in quella natale, o che - magari - si sono perse, tranne che nei nostri ricordi.
ytsepinner alle 20:21 in: ricorrenze, piccolecose, pinnera, socioogismi, sociologismi
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lunedì, dicembre 08, 2008
Il mio non è un appello qualunque. Non voglio nè soldi, nè donazioni di euri tramite cellulari, nè firme, nè altro. Voglio un semplice, gentile, profondo aiuto; ma non per me, gentili lettori, quanto per il prossimo. Ebbene sì, nascondo una natura altruista nel mio guscio di cinismo e malignità pessimistica.

Aiutiamo un gruppo di giovani dementi.
Loro non se ne rendono conto, ma hanno bisogno di noi e NOI, la società civile, abbiamo il dovere di dare loro una mano, un sostegno, una via per guarirli, o per non far male al prossimo. O viceversa.

Questi ragazzi bisognosi popolano l'appartamento di loro proprietà esattamente al piano superiore rispetto al mio. Sono dei bravi ragazzi, dei ragazzi come te - caro lettore- che scorri queste righe...però nascondono una truce fenomenologia nella loro mente.

Credo che il loro cervello sia stato attaccato da una malattia idiopatica per cui essi, sempre e comunque, fanno rumore. Nel loro incedere, nel parlare, nell'ascoltare qualsiasi cosa, nel muovere oggetti, loro possiedono il triste dono di generare fastidiosi quanto bruschi tonfi, strisciamenti, ronzii, rumori, graffi sonori, e quant'altro. Il loro ventaglio di possibilità di dare fastidio a qualcun altro è pari alla loro abilità di sfruttare qualsiasi periodo delle 24 ore per manifestarlo in tutta la sua magnificenza e variegatezza.

Nonostante sia stata loro offerta una mano, anzi, tre (qualcuna diplomatica, qualcun'altra un po' meno, c'è da specificarlo per onestà)loro si sono chiusi nel proprio guscio poco insonorizzato, suggerendoci poco gentilmente di non farci più vedere presso la loro soglia domestica, soprattutto quando (sia di mattina, che di pomeriggio che nel pieno delle loro scorribande sonore, cioè è un'oretta fa)suoniamo alla porta per far loro presente che noi, al piano di sotto, raramente riusciamo a prendere sonno per il loro valzer di tonfi di rara varietà.

Probabilmente nella prognosi compare anche l'amnesia, perchè molto poco spesso essi si ricordano della loro abilità nel confezionare improvvisi e violenti rumori -specie nelle ore tarde della sera- e questo mi ferisce l'animo, perchè io rimango anche ore, sul mio letto, al buio, ad ascoltare le loro creazioni, e mi dispiace da morire sapere che loro non sanno che io fruisco della loro arte. I ragazzi del piano di sopra negano di strisciare continuamente mobili, di urlare di notte, di sbattere oggetti sul pavimento, ed accusano gli altri abitanti del condominio, accusando me e le altre inquiline della casa dove soggiorno di essere false e tendenziose, intolleranti e poco inclini al dialogo.

Io, onestamente, non capisco ben bene che cosa loro vogliono comunicarmi, data la costante mancanza di coerenza nelle loro continue affermazioni. Forse anche questo è un sintomo del loro problema, e sicuramente il loro essere spesso aggressivi è segno evidente del disagio che attanaglia le loro menti.

Davanti a questa gioventù bruciata, vittima di un morbo preoccupante, disabilitante, compulsivo-ossessivo e asociale, io rimetto nelle vostre mani, umani lettori di questo blog, il cuore e il futuro di questi ragazzi sfortunati e malati.
ytsepinner alle 01:54 in: , aiuto, solidarietà, baratri, piccolecose, pinnera
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lunedì, dicembre 08, 2008
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ytsepinner alle 01:51 in:
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mercoledì, novembre 19, 2008
ytsepinner alle 22:22 in:
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mercoledì, novembre 05, 2008








Wow, è la prima volta che scrivo su Ytsepinner 2.0! Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno.



Inutile usare le pateticissime frasi del tipo "sono successe un sacco di cose da quando bla bla bla...", dato che fatti e avvenimenti recenti sono più o meno conosciuti da tutti i nostri lettori.



Comunque.



Tanto per raccontare una mattinata di quelle che poi capisci perchè ti guardi intorno e vedi che la gente è incazzata nera, due giorni fa ho preso autobus, Metro A, Metro B e coraggio [quello che ci vuole sempre, in questi casi] e mi sono recato dalle parti della Basilica di San Paolo per sbrigare due faccende universitarie di quelle rognosissime.



Avevo perso la password del Portale dello Studente della mia università. Alzi la mano chi sta pensando a "ok, clicchi su Password dimenticata? e te ne fai mandare una nuova via mail". E INVECE NO! Quando dal Portale dello Studente clicchi su "Password dimenticata?", ti viene detto di recarti fisicamente in un luogo non meglio specificato per farsene dare una nuova... ma come il “Portale dello Studente” non serve per fare in modo che lo studente faccia le sue buone pratiche burocratiche da casa?



In sostanza, vado alla Piazza Telematica [indovinando il luogo misterioso... yeah!] e faccio una fila di 30 minuti per cambiare la password. 30 minuti di fila fatta da gente che doveva cambiare la password perchè se l'era dimenticata. E sapete che succede? mentre la ragazza davanti a me si stava facendo cambiare la sua password, paf! computer bloccati, "non ci resta che aspettare", dice la simpatica sportellista. Altri 20 minuti passati aspettando e alla fine... cambiano la password chiedendoti il codice fiscale e te la mandano davanti a te via mail... ovviamente 50 minuti persi della mia vita erano così neccessari, vero?



Ma questo è niente. Prima di andare alla Piazza Telematica ho fatto una visitina alla segreteria centrale, luogo che in 4 anni di (dis)onorata carriera universitaria ho sempre cercato di evitare come la peste. Wow, hanno messo i bigliettini come al banco-salumi! Così niente più fila davanti allo sportello! No aspetta, è finita la carta. Attimi di tensione. Siccome nessuno va a protestare, mi inserisco tra i nervosissimi presenti e chiedo “cortesemente” ai ragazzi agli sportelli chi straca**o ha la competenza di mettere la carta... la risposta non la scrivo neanche. Torno in quel postaccio dopo il contrattempo della Piazza Telematica e i numeri in stile salumeria sono sballati rispetto ai display che nel frattempo erano impazziti, e quindi si ritorna ai vecchi tempi, fila tradizionale e un'altra ora persa. Per avere la conferma sulle tasse... tasse sì o tasse no per chi si laurea entro maggio? Tasse no. Anche se mi manca ancora qualche credituccio.



Praticamente sono entrato in una specie di ricatto morale ed economico secondo cui ho l'obbligo di passare il temutissimo e difficilissimo Arabo III a Febbraio e di laurearmi a Marzo-Aprile, altrimenti non solo sono problemi di madre rompiballe [che avrebbe anche ragione...], ma devo sganciare anche il milioncino di vecchie lire tra prima rata, seconda rata e mora!



Insomma, tocca che ci diamo una mossa! Tra l'altro ho anche tante cose da fare, ho da aprirmi un blog più o meno serio per alcune "opzioni lavorative" che sto iniziando a considerare, ho da ignorare inviti a gruppi e cause su Facebook XD e devo suonare, tanto, tantissimo, ho improvvisamente due gruppi e in Fonderia questo è l'ultimo anno prima del diploma.



Per il resto, stamattina mi sono svegliato e l'uomo più potente del mondo non ha più la pelle bianca, ma non è perchè a Bush gli hanno tirato un po' di cacca in faccia, eh. Barack Obama, come previsto, è il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Obama ha parlato molto in questi mesi ed ha promesso cambiamenti importanti... secondo me, come si dice a Bari, “ha parlat assà”. Serve la traduzione? Adesso è il tempo dei fatti. Sarà ricordato come il più grande presidente della storia degli Stati Uniti o come il più grosso fake della storia dell'occidente? Vie di mezzo molto difficili, in my opinion.



Izze :)
ytsepinner alle 11:05 in: laurea, baratri, piccolecose, izzeggiem
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martedì, ottobre 28, 2008
Very easy, cari (pochi) lettori.

1. Prendete un autobus da casa vostra, prendete la metro e stateci per 30 minuti. La sommatoria del tempo totale trascorso sui mezzi sarà di circa un'ora e spiccioli.

2. Aspettate pazientemente l'ora di pranzo, recatevi in un ameno posto e consumate con la vostra donna un piattone di pasta.

3. Pagate il pranzo suo e vostro, pagate anche la colazione che qualche ora prima la vostra ragazza ha consumato sempre in quel posto, e datele un bacio.

4. Ritornate da dove siete venuti, cioè casa vostra, impiegando più o meno lo stesso tempo dell'andata, ed aggiungetevi anche il malus della pioggia.

5. Una volta tornati a casa vostra, ricominciate a fare le cose che qualche ora prima avete interrotto per svolgere il vostro arguto piano.


Il risultato sarà una donna appagata nell'animo e nei sentimenti, e ulteriormente ancora più innamorata di voi e delle vostre attenzioni, se mai questo fosse necessario.
Essa vi considererà una grande fortuna, e in questo modo vi sarete risparmiati uno di quei preziosissimi ed inutili regali per le ricorrenze che le donne spesso chiedono ai propri uomini, se mai essa fosse avvezza a questo tipo di pratiche.
ytsepinner alle 18:10 in: piccolecose, izzeggiem, pinnera
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giovedì, ottobre 23, 2008
ytsepinner alle 19:21 in: xd , pinnera
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domenica, ottobre 19, 2008



Quanto mi manchi.
ytsepinner alle 17:20 in: baratri, piccolecose, pinnera
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venerdì, ottobre 17, 2008
Come da titolo.
Per la cronaca, colui di cui riporto le brevi battute è il mio insegnante di chitarra, con il quale ieri ho fatto la prima lezione del nuovo anno di scuola.


D-Verreng scrive (14.24):
studiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
D-Verreng scrive (14.24):
capitoooooooooooooooooooooooo
Erania Pinnera scrive (14.25):
ho aperto la finestra per mandarti una cosa e mentre la aprivo mi hai scritto, paura
D-Verreng scrive (14.25):
telepatia da chitarristi
Erania Pinnera scrive (14.25):
chitarrista, parla per te asd
Erania Pinnera scrive (14.26):
io prima di diventare chitarrista ne devo mangiare di spartiti asd
D-Verreng scrive (14.26):
ecco
D-Verreng scrive (14.26):
così guadagni la retta via!!!
D-Verreng scrive (14.28):
guarda hai fatto un ottimo anno... non lo dico per formalità. altrimenti starei zitto
D-Verreng scrive (14.28):
pensa se riesci amantenere cmq lo standard ...
D-Verreng scrive (14.28):
alla fine del prssimo anno starai ancora più yes.. poi
D-Verreng scrive (14.28):
pensa ai laboratori....
D-Verreng scrive (14.29):
che sono il viagra dell' apprendimento

ytsepinner alle 15:05 in: musica, inizi, piccolecose, pinnera
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venerdì, ottobre 10, 2008
Riposto fedelmente un rapido scambio di battute su MSN con il mio vecchio compagno di merende Cirunz; gli eventuali nomi criptati sono per la preservare la privacy di terze persone non coinvolte con la faccenda.


Pinnera incazzata scrive (16.51):
fa...ma è davvero così tragica la cosa? http://community.videogame.it/forum/t/250384/
Cirunz scrive (16.52):
Xxxxxx non è attendibile, ma una giornalista che vive li l'altro giorno al maurizio costanzo show ha detto che sono sull'orlo di un 29
Pinnera incazzata scrive (16.53):
argh, e noi come faremo? x_x
Bravissimo Cirunz scrive (16.54):
C'arrangeremo
Bravissimo Cirunz scrive (16.55):
In qualche modo faremo :)
Pinnera incazzata scrive (16.55):
io la vedo brutta brutta, e se sono vere ste cose la vedo anche peggio :(
Pinnera incazzata scrive (16.56):
non solo ho da sempre la sensazione che morirò giovane, ma piu mi allontano dal giorno che mi sono laureata piu penso che non troverò mai lavoro XD
Bravissimo Cirunz scrive (16.57):
Non morirai giovane, tranquilla :)
Pinnera incazzata scrive (16.57):
era meglio se mi negavi la seconda affermazione XD


Concludo la mia parentesi blogghesca estemporanea con un'altra chicca del duo Cirunzpinnerico, che stavolta NON parla di crisi del mercato (eia):

Pinnera incazzata scrive (16.58):
Eh, speriamo che tu abbia ragione e che trovi qualche cosa :(
Bravissimo Cirunz scrive (16.59):
Tutti trovano qualcosa, su :)
Pinnera incazzata scrive (17.00):
non nel 1929...almeno in quel periodo c'era ancora il Klondike XD
Bravissimo Cirunz scrive (17.01):
lol non me fà ride che sto in ufficio XD
Pinnera incazzata scrive (17.01):
c'è poco da ridere, le uniche pepite d'oro che posso trovare sono nel mio naso
Bravissimo Cirunz scrive (17.01):
Andremo insieme a lavorare nelle miniere, così diventiamo figoni
Bravissimo Cirunz scrive (17.01):
C'è ancora il contintente nero :D
Pinnera incazzata scrive (17.02):
ma se se lo voglioano spartire sudamerica, cina e russia? noi siamo fuori, abbiamo avuto troppo con colombo che è stato primo, e manco gareggiava per l'italia, che pacco.
Bravissimo Cirunz scrive (17.02):
Ma noi mangiamo cinese :)
Bravissimo Cirunz scrive (17.02):
Io e te siamo salvi
Pinnera incazzata scrive (17.02):
si, ma loro poi ci mangiano XD
Bravissimo Cirunz scrive (17.04):
Tranquilla, prima che finiscono me...
Pinnera incazzata scrive (17.05):
XD



ytsepinner alle 17:10 in: lavoro, laurea, baratri, pinnera
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martedì, settembre 16, 2008


And I am not frightened of dying, any time will do,
I don't mind. Why should I be frightened of dying?
There's no reason for it, you've gotta go sometime.




Finchè la tua musica non morirà, tu vivrai per sempre con noi.
Grazie, Rick.
ytsepinner alle 23:51 in: musica, highlander, pinnera
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sabato, luglio 19, 2008
Molto spesso faccio qualche errore nello scrivere o parlare in inglese. Nulla che possa compromettere la mia vita mentre la pronuncio o la scrivo, questa frase sbagliata, ma sicuramente gli errori sono sintomo del fatto che finchè non vado ad imparare la lingua in un posto dove parlano inglese, continuerò a farne imperterrita.
Spero che la mia rivalsa e permalosità nei confronti di chi mi corregge puntualmente un giorno non travalichi il seguente XD

ytsepinner alle 13:49 in: inglese, xd , pinnera
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martedì, luglio 15, 2008
"e quì sono conservate le reliquie di "santa pinnera de nuoro" protettrice dei scassacazzi e giustiziera dei fotografi....la legenda narra ke ne uccise 23 con il solo sguardo durante la sua discussione della tesi di laurea....i prof ne uscirono ricoperti interamente di sangue mentre la santa era linda e pinta .........e minigonnata ^^"

Costanzo





Ebbene si, alla fine in quel 9 luglio alle ore 10 già i miei genitori saltavano come pazzi contenti per un'altra laurea, che sommata a quella di prima ne fanno una quasi intera.



Giustamente, io ero la sesta, ma due non si sono presentati (ma come si faaaaaaaa)e io sono diventata la terza. Sono arrivati tutti dopo la discussione, tutti eccetto l'audace Copons, e tutti compreso il buon Izze, che quando uno dei suoi figli comprati in Nepal conseguirà la laurea ancora si ricorderà con somma tretraggine di quando la sua donna si è laureata e lui era sulla Boccea in mezzo al traffico.



Il giorno dopo, dopo un mercoledì dove abbiam mangiato come il pranzo e la cena della Pasqua dell'82, io e la mia famiglia ci siamo diretti a Perugia per vedere la tana nuova dello Gnu, o meglio LA REGGIA dello Gnu.

Ovviamente, come tutti i lugli dal 1973, abbiamo trovato l'Umbria Jazz, e ci ho trascinato Izze, con cui ho diviso un letto singolo perchè lo Gnu non si è ancora attrezzato con doppie brandine. Però devo dire che ho dormito come un sasso.



E adesso siamo qui, con la sbornia dei festeggiamenti finiti, con gli auguri internettiani e non degli amici, e con la disoccupazione!



Per nulla (ancora) schiacciata da questa merda di crisi economica, sto cercando ovunque un qualcosa che mi formi abbastanza per prendere bagagli e burattini e partire per una città più piccola.



Adesso incrociate le dita, e come dice Costanzo, Stei in bell.

E per la cronaca, non avevo la minigonna, ma tenere scarpette da ballo (vedere la diapositiva sul blog di Cassandra)
ytsepinner alle 23:59 in: lavoro, festa, laurea, pinnera
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sabato, luglio 05, 2008
Si, nuovo template.
Quello vecchio è durato circa 20 ore XD

Omaggio al Topo (non quello del naso) che fu galeotto. E non dico altro perchè sennò poi qualcuno se la prende.

Oggi è anche 5 luglio, il 5 luglio dell'anno scorso sono successe molte cose. Tipo che mia sorella si è diplomata, tipo che io, MarcoGandalf e Izze siamo usciti in giro per Roma, e Izze ha confessato - dondolandosi su una sedia di un bar dietro Via Cavour - cose che voi umani non avete mai saputo.
E' anche il giorno in cui anche io ho confessato delle cose da ridere, ed ero su Ponte Cavour (what a odd coincidence! :O) e nonmi sono buttata di sotto. Ma ho tempo per rifarmi XD
E' anche il giorno che Sandra ha conosciuto Izze per la prima volta, e mai si sarebbe pensata che ce lo avrebbe avuto in mezzo alle palle molto più spesso di quello che voi umane possiate immaginare.
E poi hanno iniziato tutti a chiedermi quando io e Izze ci saremmo sposati, ma giovani...non ci avrete mai.

Una Pinnera scazzata.
ytsepinner alle 18:22 in: ricorrenze, ratatouille, pinnera
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venerdì, luglio 04, 2008
Si, è decisamente tutto più facile su Splinder.


E non è che cambiare piattaforma ci farà cambiare mood: ovvero saremo sempre sporadici, idioti e qualche volta scazzati.



Per chi si è perso le puntate precedenti, sappiate che eravamo stanziati rovinosamente ed ingenuamente qui.


Per le puntate future, è possibile che ne avrete di migliori dopo mercoledì, il giorno dell'inizio della mia disoccupazione.


Quanto a Izze...beh, accendete un cero al dio delle barre nucleari, ha un po' di cazzi per il...si, insomma, è molto impegnato. Però noi gli vogliamo bene lo stesso :D

Quindi, giovani lettori (speriamo) e vecchie guardie, cambiate il nostro link sul vostro sito e aggiornate gli rss: siamo tornati, e stavolta in un sito per blog serio.
ytsepinner alle 16:36 in: inizi, highlander, izzeggiem, pinnera
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